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EQUILIBRIO ACIDO BASE – Focus pratico

L’Equilibrio Acido base è fondamentale per consentire lo scambio di informazioni e nutrienti tra le cellule.

Il PH è determinante nell’equilibrio dei sistemi biologici, per l’equilibrio delle cellule, perchè il nucleo deve mantenere un ambiente acido mentre il citoplasma basico.

L’organismo si adatta alle situazioni esterne e tenta di mantenere in equilibrio tutti i valori corporei: glicemia, colesterolo, temperatura, ecc… ma ce ne sono alcuni, quali il PH, poco conosciuti e poco considerati.

Ogni organo ha uno specifico PH, il quale può segnalare se la persona è in salute oppure se ci sono pericolosi squilibri.

Il PH vede un doppio andamento, che si alterna durante l’arco delle 24 ore.

La fase “diurna” (dalle ore 3 alle ore 15) dove l’organismo raccoglie metaboliti di scarto mentre nella fase “notturna” (dalle ore 15 alle ore 3) le scorie acide vengono cedute agli organi emuntori.

Il meccanismo di alternanza quando si interrompe non riesce a scaricare le scorie attraverso i reni che causano una intossicazione acida sistemica, quindi è importante intervenire con l’appropriato basificante nella fase migliore che è quella dopo le ore 15.

ALIMENTAZIONE E PH

Il PH in un organo, non è mai costante, ma varia durante l’arco della giornata, ad esempio si alza durante la digestione.

Se ci si nutre di alimenti acidi, l’organismo tenderà ad acidificarsi.

Se l’ambiente in cui vivono le cellule è troppo acido il loro funzionamento è ostacolato, sino ad arrivare in alcuni casi a patologie vere e proprie.

Questa situazione si chiama iperacidosi.

La sana alimentazione incide notevolmente nel regolare questo valore.

I cibi acidificanti, dei quali non si deve abusare, sono:

  • zucchero;
  • formaggi;
  • carni;
  • pesci;
  • crostacei;
  • uova intere;
  • cereali;
  • legumi;
  • frutta oleaginosa (escluso mandorle);
  • albicocche e prugne secche;
  • alcolici;
  • caffè.

I cibi alcalinizzanti sono:

  • verdura;
  • frutta;
  • latte e yogurt;
  • mandorle;
  • acqua.

Negli ultimi anni molti iniziano la giornata con un bicchiere di acqua calda con succo di limone o due gocce di olio essenziale utile come alcalinizzante e stimolante delle funzioni epatiche, che devono smaltire l’accumulo di sostanze acide durante la notte.

La dieta mediterranea che prevede più porzioni di frutta e verdura, con una varietà importante di alimenti è sempre la scelta da preferire.

Le diete iperproteiche, molto in voga, aumentano il carico renale costringendo l’organismo a ricavare energia dalle proteine e dai grassi ma aumentano notevolmente le scorie tossiche, rendendo impegnativa l’eliminazione.

L’attività fisica aumenta il bisogno di glucosio stimolando ulteriormente la produzione di corpi chetonici.

SINTOMI DI IPERACIDOSI

Possibili conseguenze di una prolungata iperacidificazione tissutale sono:

  • aumento di stati infiammatori;
  • ritenzione idrica e cellulite;
  • cronicizzazione degli stati infettivi;
  • crampi o rigidità muscolare;
  • risveglio affaticato;
  • irregolarità intestinale;
  • cefalea o facile irritabilità;
  • osteoporosi;
  • diabete.

COME MISURARE IL PH

Le urine riflettono lo stato di acidità ed è molto semplice l’uso della cartina tornasole, il cui uso è molto semplice e il risultato si ottiene in pochi minuti.

Il valore ideale è attorno ai 6.5-6.8, se superiore è troppo acido, se inferiore troppo basici ma capita raramente.

LA GIUSTA INTEGRAZIONE

A supporto della regolazione dell’equilibrio acido-base troviamo i sali citrati.

I sali citrati permettono all’acido debole (acido citrico) di essere rapidamente utilizzato nella produzione di energia ed eliminato velocemente dai polmoni in questo modo i minerali basici sono messi a disposizione dell’organismo.

Molti prodotti in commercio purtroppo sono a base di sali bicarbonati, che interferiscono con l’alternanza della comunicazione vegetativa, bloccandola.

I bicarbonati aumentano il PH gastrico, producendo gas e richiamando ulteriori acidi per portare a termine la digestione che non sarà mai completa.

Il tubo digerente è così alcalinizzato provocando putrefazione che genera ammoniaca che arriva nel fegato.

L’intestino viene alcalinizzato scompensando il microbiota; l’utilizzo prolungato di sali bicarbonati può inoltre causare un accumulo in diversi organi, in particolare nei reni.

REGO BASIC

Il basificante che trovate da noi per ristabilire l’equilibrio acido base è prodotto con citrati alcalinizzanti, che sono una miscela equilibrata di vari minerali, utili a ossa e cellule e destinati al controllo del PH tissutale.

Azione efficace e ben tollerata nel medio e lungo periodo a differenza dei bicarbonati che comportano effetti indesiderati.

Può essere usato a cicli di un mese due-tre volte l’anno da tutti per mantenerci basici.

Per chi soffre di crampi, rigidità, astenia mattutina, cefalea è bene procedere per due o tre mesi consecutivi in quanto c’è una forte iperacidosi.

Il prodotto è reperibile in capsule o in polvere.

L’ideale è assumerlo a stomaco vuoto nella seconda parte della giornata.

Fonte: Materiale pubblicitario cartaceo Pegaso..

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